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Analisi Consob sulle principali caratteristiche del risparmio privato amministrato dalle banche

È stato appena pubblicato il rapporto della Consob sulle principali caratteristiche del risparmio privato amministrato dalle banche italiane nel periodo 2010-2023. Il rapporto evidenzia come le scelte di investimento dei risparmiatori siano influenzate da disparità conoscitive e informative, nonché dall'attività degli intermediari finanziari. 

L’analisi ha preso in considerazione la composizione dei portafogli dei clienti, la rischiosità e complessità degli strumenti e il conflitto d’interesse.

Composizione dei Portafogli

Per quanto riguarda la natura degli investimenti, la quota di Fondi comuni di investimento è cresciuta significativamente, passando dal 16,6% nel 2010 al 53,8% nel 2023. Questo aumento riflette una maggiore preferenza dei risparmiatori per strumenti di investimento collettivo, che offrono diversificazione e gestione professionale e in un prossimo futuro potrebbe portare ad un ulteriore espansione dell'industria dei fondi comuni e una maggiore innovazione nei prodotti offerti.

La quota di Titoli di Stato è rimasta, invece, relativamente stabile, aumentando leggermente dal 19,3% nel 2010 al 22,5% nel 2023. Questi strumenti sono preferiti per la loro sicurezza e prevedibilità.

Discorso simile per le Azioni, la loro quota è rimasta pressoché invariata intorno al 14%, indicando una costante ma prudente esposizione al mercato azionario, che viene visto sempre come estremamente rischioso.

Rischio che ha comportato una riduzione drastica degli investimenti in Obbligazioni: si è infatti passati da una quota del 50% all'8%. Questo calo è, molto probabilmente, attribuibile a una maggiore avversione all’incertezza e alla ricerca di strumenti più sicuri.

Rischiosità e Complessità

La bassa propensione al rischio ha comportato una significativa riduzione degli strumenti illiquidi e complessi. Gli strumenti illiquidi, quali ad esempio immobili, investimenti in startup o polizze assicurative unit-linked sono scesi dal 30,7% al 3,1%, mentre quelli complessi, come derivati, private equity o hedge fundes sono diminuiti dal 17,5% al 6,3%. Questi strumenti possono offrire rendimenti potenzialmente elevati, ma comportano anche rischi significativi e richiedono una buona comprensione delle loro caratteristiche e dei loro meccanismi; ulteriore riprova per la maggiore cautela da parte dei risparmiatori e una preferenza per strumenti più semplici e trasparenti.

Le banche, dunque, dovrebbero prendere in considerazione di adattare la loro offerta per rispondere a questa domanda, migliorando la trasparenza e l'educazione finanziaria.

Conflitti di Interesse

La quota di investimenti con potenziali conflitti di interesse è aumentata dal 41% al 58,8%. Questo aumento è dovuto principalmente a un cambiamento nella natura dei conflitti, con una diminuzione degli strumenti finanziari emessi dalle stesse banche e un aumento degli incentivi di collocamento, vale a dire compensi o benefici che vengono offerti a intermediari come broker o consulenti finanziari per incoraggiarli a collocare i loro prodotti presso gli investitori.

Ciò vuol dire che gli intermediari finanziari avranno il delicatissimo compito di dover continuare a migliorare la trasparenza e mantenere un alto livello di integrità nelle prestazioni per costruire e mantenere un rapporto di fiducia con i clienti. Questo potrebbe includere l'adozione di pratiche più etiche e la riduzione dei conflitti di interesse.

Le banche, da parte loro, dovranno investire di più in programmi di educazione finanziaria per aiutare i risparmiatori a comprendere meglio i prodotti finanziari e a prendere decisioni più informate e le autorità di regolamentazione potrebbero introdurre nuove normative per proteggere i risparmiatori, specialmente in relazione ai conflitti di interesse e alla trasparenza dei prodotti finanziari, con una maggiore enfasi sulla supervisione delle pratiche bancarie per garantire che gli interessi dei clienti siano adeguatamente tutelati.

Conclusioni

Il rapporto Consob sottolinea come l’investitore privato nutra una certa avversità per gli investimenti rischiosi; quindi, gli intermediari bancari hanno l'importante ruolo di guidare le scelte di investimento dei clienti, migliorando la trasparenza e la fiducia e diminuendo i conflitti d’interesse in un contesto di disarmonia informativa e cognitiva. Le banche, da parte loro, dovrebbero migliorare l'accesso a strumenti di investimento semplici e trasparenti ed  investire in una migliore educazione finanziaria tra i risparmiatori per contribuire alla stabilità finanziaria complessiva, riducendo il rischio di crisi finanziarie causate da investimenti imprudenti e per favorire una maggiore inclusione finanziaria.

Orari

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