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Assicurativo e Insurtech

RC Professionale intermediari: cosa rivela il CESIA 2026

Il convegno CESIA (Centro Studi Intermediari Assicurativi di Cgpa Europe) che si è tenuto lo scorso 21 maggio a Roma, ha messo in luce un cambiamento che molti operatori percepivano da tempo: la responsabilità civile professionale degli intermediari non è più un tema tecnico confinato agli specialisti, ma un indicatore della maturità dell’intero settore assicurativo. La presentazione del decimo Annual Report 2025 ha offerto una lettura chiara di come i rischi si stiano trasformando e soprattutto di come la filiera distributiva, con particolare riferimento ai collaboratori iscritti in Sezione E del RUI, rappresenti oggi il vero banco di prova della sostenibilità del sistema.

Dalla burocrazia alla consulenza

Negli ultimi dieci anni i sinistri non sono diminuiti ma cambiati. Gli errori amministrativi, un tempo dominanti, si sono progressivamente ridotti. A crescere, invece, sono stati i sinistri legati alla qualità della consulenza, alla correttezza dell’informazione, alla capacità dell’intermediario di interpretare un quadro normativo sempre più complesso. È un passaggio culturale prima ancora che tecnico: la responsabilità professionale non nasce più da un modulo sbagliato, ma da un consiglio inadeguato, da una valutazione superficiale del rischio, da una relazione con il cliente non sufficientemente tracciata, scarsa professionalità e poca consapevolezza del proprio ruolo, che probabilmente sono aspetti ancora più gravi.

RC Auto, rincari record e differenze di prezzo sempre più forti

Il 2026 si conferma un anno di forti tensioni per il mercato RC Auto. I premi continuano a crescere a ritmi superiori all’inflazione e raggiungono nuovi massimi storici, spinti da un mix di fattori fiscali, tecnologici e macroeconomici.

Nel primo trimestre dell’anno, secondo i dati dell’Osservatorio Segugio.it il premio medio RC Auto sale a 485,86 euro, con un incremento del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato supera il precedente record del quarto trimestre 2025, quando la media si era attestata a 481,06 euro.

Parallelamente, l’IVASS rileva a gennaio 2026 un aumento annuo del 4,38%, in un contesto in cui l’inflazione generale resta intorno all’1%. Nel biennio 2024‑2025 i premi erano già cresciuti dell’11,5%, delineando una tendenza che non accenna a rallentare.

Gestione sinistri: la rivoluzione silenziosa che sta cambiando l’assicurazione italiana

La gestione dei sinistri è il punto più critico della relazione tra cliente e compagnia. Ed è proprio qui che, negli ultimi anni, si sta concentrando la trasformazione più profonda del settore assicurativo italiano. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi modelli operativi stanno ridisegnando un processo che per decenni è rimasto quasi immutato.

Meno reclami e tempi più rapidi: i primi risultati concreti

I dati più recenti mostrano un miglioramento misurabile: i reclami relativi ai sinistri sono in calo e i tempi medi di risposta si stanno stabilizzando sotto i 25 giorni.

La digitalizzazione dei touchpoint — denuncia online, upload documenti, tracciamento in tempo reale — ha ridotto attriti e incertezze, migliorando la percezione di trasparenza e affidabilità.

Le ricerche di settore mostrano che il cliente vuole velocità, ma non a scapito della relazione.

Come l’ingegneria digitale è diventata essenziale per la trasformazione del settore assicurativo

Negli ultimi anni il settore assicurativo ha attraversato una metamorfosi profonda, spinto da nuove aspettative dei clienti, pressioni competitive e un contesto normativo in continua evoluzione. In questo scenario, l’ingegneria digitale non è più un’opzione strategica, ma la condizione necessaria per garantire efficienza, resilienza e capacità di innovazione.

Dal modello tradizionale al paradigma digitale

Per decenni le compagnie assicurative hanno operato secondo processi lineari, fortemente basati su documentazione cartacea, valutazioni manuali e sistemi informatici frammentati. Questo approccio, pur solido, mostrava limiti evidenti: lentezza nella gestione dei sinistri, scarsa personalizzazione delle polizze, difficoltà nel prevedere i rischi emergenti.

L’ingegneria digitale ha ribaltato questo paradigma, introducendo un modello basato su piattaforme integrate, automazione intelligente e analisi avanzata dei dati. Il risultato è un ecosistema più agile, capace di rispondere rapidamente alle esigenze del mercato.

Assicurazioni ramo incendio e catastrofi naturali: a che punto siamo

Negli ultimi anni il settore assicurativo italiano si trova di fronte a una sfida cruciale: la gestione del rischio legato agli eventi catastrofali naturali. Alluvioni, frane, terremoti e incendi boschivi sono sempre più frequenti e intensi, con conseguenze economiche e sociali gravi. Tuttavia, le coperture assicurative dedicate a queste calamità restano ancora poco diffuse, soprattutto nel ramo incendio, che dovrebbe rappresentare una delle principali difese per famiglie e imprese.

Secondo i dati più recenti, il costo dei danni causati da eventi naturali è cresciuto in modo esponenziale, mettendo a dura prova la resilienza del tessuto produttivo e delle comunità locali. Nonostante ciò, la penetrazione delle polizze che includono garanzie per catastrofi naturali rimane bassa: meno del 5% delle abitazioni italiane è coperto da assicurazioni contro terremoti e alluvioni. Una situazione che evidenzia un gap culturale e strutturale, aggravato da ostacoli economici e normativi.

Le ragioni di una scarsa diffusione

La percezione del rischio è ancora limitata: molti proprietari ritengono improbabile essere colpiti da eventi estremi, nonostante i dati dimostrino il contrario. Inoltre, il costo delle polizze può risultare elevato, soprattutto in aree ad alta pericolosità, scoraggiando la sottoscrizione. A ciò si aggiunge la mancanza di incentivi fiscali e di un quadro normativo che favorisca la diffusione di queste garanzie.

Assicurazioni in trasformazione: scenari e competenze per il futuro

Il mondo assicurativo sta cambiando, e lo sta facendo in fretta. A dircelo è la nuova ricerca “Elementi trasformativi nel settore assicurativo”, realizzata da EY su richiesta di Italian Insurtech Association (IIA), con il supporto di Liferay. Presentata a Roma lo scorso 18 settembre, questa indagine ha coinvolto 25 tra i principali attori del settore – compagnie, broker e startup insurtech – per capire dove stiamo andando e cosa serve per arrivarci preparati.

La trasformazione è profonda e tocca ogni aspetto del settore: dai modelli di business alle competenze richieste, passando per l’uso dei dati e delle tecnologie emergenti. Ma quali sono gli elementi chiave che stanno rivoluzionando l’assicurazione?

Tre modelli che cambiano le regole del gioco

La ricerca individua tre modelli innovativi che stanno prendendo piede:

Embedded Insurance: le polizze diventano parte integrante dell’esperienza d’acquisto digitale. Immagina di comprare un biglietto aereo e, senza dover fare nulla di più, avere già una copertura assicurativa inclusa. È semplice, veloce e trasparente.

Parametric Insurance: qui il premio si basa sulla probabilità che un evento accada. Se succede, il risarcimento è automatico. Un esempio? Una polizza contro eventi climatici che paga subito se la temperatura supera una certa soglia.

Behavioural Insurance: si adatta al comportamento dell’assicurato. Se guidi in modo prudente o mantieni uno stile di vita sano, la tua polizza ti premia. È un approccio personalizzato che punta a incentivare i comportamenti virtuosi.

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