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Fiscale - tributario

Pressione fiscale 2026: il calo c’è, ma resta marginale

Negli ultimi mesi il dibattito sulla pressione fiscale è tornato al centro della scena economica. Tra riforme annunciate, interventi sul cuneo contributivo e un contesto macroeconomico ancora in assestamento, il tema del prelievo rimane uno dei più sensibili per famiglie e imprese. In questo quadro, il dato diffuso per il 2026 sembra offrire un segnale incoraggiante, ma non sufficiente a cambiare la percezione generale del sistema tributario italiano.

Il valore ufficiale parla di una pressione fiscale al 42,9%, in lieve calo rispetto al 43,1% dell’anno precedente. Una riduzione minima, certo, ma che si inserisce in un percorso più ampio: negli ultimi quattro anni il sistema ha beneficiato complessivamente di circa 33 miliardi di minori imposte. Numeri importanti, che però non bastano a modificare un quadro ancora caratterizzato da complessità normativa e da un carico percepito come elevato.

Un calo strutturale o un rimbalzo statistico

La diminuzione registrata non deriva da un singolo intervento, ma da una combinazione di fattori: il taglio del cuneo contributivo, la revisione delle aliquote IRPEF, alcuni incentivi alle imprese e, soprattutto, la crescita nominale del PIL spinta dall’inflazione. È proprio questo elemento a suscitare le maggiori perplessità. Il sistema fiscale, infatti, non si è alleggerito in modo reale: le imposte non sono diminuite in misura significativa. A far apparire più bassa la pressione fiscale è stato soprattutto l’andamento dell’economia che ha ridimensionato il peso del prelievo nel rapporto complessivo, senza modificarne la sostanza.

Legge di Bilancio 2026: incentivi e novità fiscali per le imprese

La nuova Legge di Bilancio (Legge n. 199 del 30/12/2025) approvata in via definitiva e in vigore dal 1° gennaio 2026 definisce una manovra economica che introduce misure chiave volte al  sostegno e al consolidamento della competitività delle imprese italiane, puntando in particolare su investimenti in innovazione, transizione digitale ed energia e al sostegno degli investimenti privati attraverso strumenti fiscali e finanziari, nonché all’ internazionalizzazione e stabilità del costo del lavoro.

Ecco una panoramica sintetica delle principali novità per il comparto aziendale:

1. Incentivi alla Digitalizzazione e Innovazione

Il piano per la transizione industriale si evolve con un cambio di passo verso la sostenibilità:

- Transizione 4.0 e 5.0: viene confermato il Credito d’Imposta per beni strumentali, con un'attenzione crescente all'efficientamento energetico. I progetti che dimostrano una riduzione dei consumi (almeno il 3% per l'unità produttiva o il 5% per il processo specifico) possono accedere ad aliquote agevolate.

- Iperammortamento "Made in EU": introdotta una nuova forma di iperammortamento vincolata all'acquisto di beni prodotti all'interno dell'Unione Europea per favorire la filiera comunitaria.

2. Fiscalità di Impresa e Lavoro

Le misure fiscali mirano a ridurre la pressione sulle società che investono in capitale umano:

- IRES Premiale: le imprese che effettuano assunzioni a tempo indeterminato e investimenti selettivi possono beneficiare di un'aliquota ridotta al 20% (rispetto al 24% ordinario).

- Cuneo Fiscale Strutturale: il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35.000 euro diventa permanente, alleggerendo stabilmente gli oneri contributivi per le aziende e aumentando il netto in busta paga per i dipendenti.

- Premi di Produttività: prorogata fino al 2027 la tassazione agevolata al 5% sui premi di risultato, facilitando gli accordi di secondo livello tra azienda e lavoratori.

Come Costituire un’Associazione Non Riconosciuta: Tutti i Passaggi Essenziali

 

In molte comunità esistono bisogni che le istituzioni pubbliche non riescono a soddisfare pienamente: sostegno alle famiglie, promozione culturale, attività sportive accessibili, tutela dell’ambiente. È proprio da queste esigenze che nascono le associazioni, realtà capaci di trasformare l’impegno volontario in azioni concrete. Costituire un’associazione significa dare forma a un progetto collettivo, creare uno spazio di partecipazione e offrire risposte a problemi reali. Ma come si fa, in pratica, a fondare un’associazione non riconosciuta? Quali sono i passaggi, i documenti e le regole da seguire? In questo articolo vedremo tutto ciò che serve per partire con il piede giusto.

Premessa

Un’associazione non riconosciuta è disciplinata dagli articoli 36-38 del Codice civile. Non ha personalità giuridica, ma possiede soggettività: può aprire un conto corrente, stipulare contratti e possedere beni. Tuttavia, non gode di autonomia patrimoniale perfetta: in caso di debiti, rispondono personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.

Orari

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