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Come si tassano gli investimenti finanziari esteri

Molto spesso al fine di tutelare al meglio il proprio patrimonio o per sfruttare possibili opportunità di guadagno si effettuano investimenti finanziari in paesi esteri.

Sul mercato esistono svariate opzioni di investimento all'estero che consentono di diversificare il portafoglio finanziario. Tuttavia, prima di effettuare un investimento finanziario all'estero è necessario essere a conoscenza delle eventuali ricadute fiscali a cui l'investitore va incontro.

Per investimenti finanziari esteri si intendono quelli che vengono effettuati in paesi diversi da quello di residenza fiscale del contribuente. Questi investimenti possono generare dei redditi, come interessi, dividendi, plusvalenze, che sono soggetti a tassazione sia nel paese di origine che in quello di residenza.

Per evitare la doppia imposizione, ovvero il pagamento di due volte le stesse tasse sui medesimi redditi, esistono due strumenti principali:

   Le convenzioni contro le doppie imposizioni, che sono accordi bilaterali tra due paesi che stabiliscono le regole per la ripartizione della potestà impositiva sui redditi transnazionali. Queste convenzioni seguono il modello OCSE e prevedono che i redditi siano tassati nel paese di residenza del beneficiario, con l’applicazione di un credito d’imposta per le imposte pagate nel paese di origine. In alcuni casi, le convenzioni prevedono anche delle aliquote ridotte o delle esenzioni per alcuni tipi di redditi.

   La direttiva UE sui redditi da risparmio, che è un atto normativo dell’Unione Europea che disciplina la tassazione dei redditi da risparmio, come gli interessi, percepiti da persone fisiche residenti in uno Stato membro e pagati da un altro Stato membro. Questa direttiva prevede che lo Stato pagatore applichi una ritenuta alla fonte sui redditi da risparmio, che viene poi trasferita allo Stato di residenza del beneficiario. In alternativa, lo Stato pagatore può scambiare informazioni fiscali con lo Stato di residenza, in modo da consentire a quest’ultimo di tassare direttamente i redditi da risparmio.

Oltre alla tassazione dei redditi, gli investimenti finanziari esteri sono soggetti anche ad altri obblighi fiscali, come:

L’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE), che è un’imposta del 2 per mille, calcolata sul valore dei prodotti finanziari e dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione. Sui conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero l’importo è fisso a 34,20 euro (per le persone fisiche).

Il monitoraggio fiscale, che è l’obbligo di dichiarare nella sezione RW del modello Redditi le attività finanziarie detenute all’estero, al fine di consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la coerenza tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto.

Orari

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