Il mondo del brokeraggio assicurativo in Italia sta cambiando in fretta. Se fino a qualche anno fa era un settore piuttosto statico, oggi è in pieno fermento: fusioni, acquisizioni, tecnologia che avanza, clienti sempre più esigenti. Il biennio 2024-2025 ha segnato un’accelerazione di queste trasformazioni e la concorrenza tra i broker è sempre più intensa, con un focus sulla personalizzazione dei servizi e sull'efficienza operativa, grazie all'adozione dell'AI.
Un mercato che si muove
Nel 2024, il numero di broker attivi in Italia si aggira tra i 2.300 e i 2.800. La maggior parte opera nel Centro-Nord, ma la mappa si sta lentamente allargando.
I numeri parlano chiaro: i broker sono sempre più protagonisti, soprattutto nel ramo danni, dove hanno generato circa due terzi della crescita della raccolta premi. Tuttavia anche il ramo vita ha visto un aumento significativo, trainato dalla maggiore attenzione alla diversificazione degli investimenti e dalla sostenibilità.
E non è finita qui: il 2025 si sta rivelando un anno ancora più vivace, con tante operazioni di fusione e acquisizione. I grandi gruppi si stanno rafforzando, spesso con l’aiuto di fondi di investimento, mentre i piccoli broker cercano di ritagliarsi uno spazio puntando su nicchie di mercato o servizi super personalizzati.
Concentrazione del mercato e canali distributivi
Si osserva una tendenza alla concentrazione del mercato, con i principali gruppi che detengono una quota sempre più ampia delle commissioni di brokeraggio, anche grazie ad operazioni di acquisizione.
Sebbene la quota di mercato dei broker rimanga stabile, si registra un calo nella raccolta premi tramite internet e telefono e una crescita della raccolta tramite sportelli bancari e postali.
Negli ultimi due anni, il settore è stato attraversato da una vera e propria ondata di acquisizioni. Alcuni esempi?
- AXA ha comprato Nobis per oltre 400 milioni di euro.
- UniCredit ha deciso di fare da sola, rilevando il 100% delle sue joint venture assicurative.
- Brera Private Equity ha investito nel broker romano GBSAPRI.
- J.C. Flowers, fondo americano, ha messo le mani su Consulbrokers.
- Ardonagh, gruppo internazionale, ha acquisito Mediass, broker indipendente con sede a Pescara.
Il messaggio è chiaro: il brokeraggio assicurativo è diventato un settore appetibile per gli investitori, soprattutto per chi cerca business scalabili e con margini interessanti.
Tecnologia: da optional a necessità
Se prima la digitalizzazione era un “nice to have”, oggi è diventata una condizione essenziale per restare competitivi. I broker stanno investendo in:- Piattaforme digitali per gestire clienti e sinistri in modo più efficiente;- Intelligenza artificiale per analizzare i rischi e proporre soluzioni su misura;- CRM evoluti per migliorare la relazione con i clienti.
Chi non si aggiorna rischia di perdere terreno, soprattutto con una clientela sempre più abituata a servizi veloci, trasparenti e digitali.
Clienti più esigenti, bisogni più complessi e tante opportunità
Il cliente di oggi non si accontenta più della polizza standard. Va alla ricerca di coperture personalizzate, consulenza vera (non solo intermediazione), servizi digitali accessibili da smartphone, ovunque e in qualsiasi momento.
Questo vale sia per i privati che per le aziende, che chiedono supporto su temi nuovi come il rischio cyber, la sostenibilità (ESG) o le assicurazioni parametriche.
I broker, pertanto, devono affrontare diverse sfide, quali: - Margini sotto pressione, anche a causa della concorrenza crescente;- Normative sempre più stringenti, che richiedono investimenti in compliance;- Integrazione post-fusione, che non è mai semplice da gestire.
Senza dimenticare l’incognita macroeconomica: inflazione, tassi d’interesse, tensioni geopolitiche… tutto può influenzare il mercato.
Ma ci sono anche tante opportunità, come ad esempio:- Crescita nei settori specialistici (sanità, agricoltura, cyber); - Collaborazioni con fintech e insurtech per creare ecosistemi assicurativi;- Espansione all’estero per i broker più strutturati.
Chi saprà coglierle potrà fare un bel salto di qualità.
Vi sono, infine, i fondi di investimento, che stanno giocando un ruolo sempre più importante: non solo portano capitali, ma anche know-how e visione strategica. Cercano broker con:- Modelli di business replicabili; - Team solidi e motivate;- Potenziale di crescita tramite acquisizioni.
Il risultato? Un mercato più competitivo, ma anche più dinamico.
Conclusione
Il brokeraggio assicurativo in Italia non è più quello di una volta. È un settore in piena evoluzione, dove chi si muove bene può crescere in fretta. Il biennio 2024-2025 ha segnato un punto di svolta, e il bello – o il difficile – deve ancora venire. Il 2025 si chiuderà con un settore ancora più concentrato, tecnologico e orientato al cliente. I broker che sapranno innovare, investire e differenziarsi avranno davanti un futuro interessante. Gli altri rischiano di essere fagocitati o di restare ai margini.